SAN GIÒ VERONA VIDEO FESTIVAL 2010
XVI RA SSEGNA IN TERNA ZIONALE
DI PRODU ZIONI DI GITALI E AL TRE IMMA GINI
Verona - 23-27 Luglio 2010
Fondatore e direttore: Ugo Brusaporco.
Assistente del direttore: Matteo Jerimonte, Giovanni Brusaporco.
Presidente Cineclub Verona: Michael Benson.
Consiglio direttivo Cineclub Verona: Igino Maggiotto, Giuseppe Genovese, Carlo Rossi, Ornella Bigi, Letizia Giorgiele, Carlo Ceschel, Umberto Fraccaroli, Matteo Jerimonte, Declan McLoughlin
Consulenti del direttore: Rodrigo Diaz, Antonio Liorens, Walter Rahue, Stefano Vastano, Davide Mannelli, Juan Ferrer.
Segreteria organizzativa:
Coordinamento Giuria Ufficiale e ospitalità: Stefania Ruffo.
Eventi: Maurizio Grassi.
Tecnologie e sistemi informativi: Silvio Castagna.
Logistica: Michela Melchiori, Franco Sgambelluri, Nicola Marcolongo.
Supervisione proiezioni: Luciano Benedetti, Federico Caputo.
I premi del San Giò sono opera dell'artista Mauro Nicolini
Premi Speciali:
Confesercenti Verona - miglior video a carattere sociale
Premio LO GAN - al video che meglio esprime l'eleganza delle immagini in movimento
Premio Gruppo Veneta Servizi - all'opera che meglio esprime la situazione femminile nel mondo del lavoro
Premio Giorgio "Maestro" Tarocco - all'opera tecnicamente più innovativa
Premio Mario Dall'Argine - al personaggio internazionale che più si adopera alla
diffusione della cultura cinematografica
SOA VE WAYS - del Consorzio per la tutela del Soave e del Consorzio per la tutela del Monte Veronese Dop, per il video che meglio esprime la soavità della vita
Premio Dino Coltro - al video che meglio esprime i valori della tradizione
Premio Francesco Saladini - per il video che esalta il rapporto tra il cibo e la miglior qualità della vita
La sigla di apertura del San Giò è di Carlo Rossi
Il San Giò 2010 è dedicato a Corso Salani
San Giò Festival – Via Sottoriva 9a – 37121 Verona
e-mail: sangiofestival@yahoo.it – www.sangiofestival.it
numeri utili durante il Festival: 348 2296619 - 347 8272632
Il San Giò Verona Video Festival è realizzato grazie al contributo privato di tante persone, amici, conoscenti, tutti uniti dal principio che un mondo senza nuove idee, senza tanti sguardi, senza miriadi di punti di vista, senza incontri, non sia un mondo umano. A tutti grazie. E un grazie particolare va a Sandro Vazzoler, a Mara Frigo, Giorgio Arcano e a Stefania, Giovanni e Francesco senza di loro il San Giò sarebbe solo un bel sogno.
STORIA SAN GIO' VIDEO
FESTIVAL
Il San Giò Video Festival nasce a San Giovanni Lupatoto nel 1995, dopo
l'esperienza veronese condotta nel 1994 da Ugo Brusaporco e Fausto Pavesi
al Centro Mazziano con "Le arti al Cinema", dal desiderio di incontrare e
raccontare le nuove immagini in movimento che stavano conquistando il
mondo giovanile, finalmente padrone di una lingua internazionale ancora
non codificata ed incodificabile dagli adulti, coinvolgendo in primis
un'intera generazione di artisti attratti dalla possibilità di esprimersi
con l'immagine digitale.
Caratteristiche della manifestazione sono quelle di raccogliere opere
video provenienti da ogni parte del mondo e presentarle gratuitamente al
pubblico veronese e ospite di Verona nel corso di cinque serate, insieme
al fatto di richiamare a Verona, in Giuria o come ospiti per eventi
speciali personalità della cultura cinematografica internazionale. Figure
che il Festival coinvolge pienamente anche nella conoscenza del territorio
veronese, come dimostra la nascita all'interno della manifestazione del
Premio Soave Ways.
Nel corso degli anni, soprattutto con il necessario trasferimento del
Festival da San Giovanni Lupatoto a Verona, piazza più adatta a risolvere
i problemi di ospitalità e con un pubblico giovane più attento ai nuovi
linguaggi, la manifestazione è cresciuta richiamando l'interesse dei
media, del pubblico di tutte le età, e soprattutto quello internazionale
degli autori e dei produttori di opere digitali.
Il San Giò intende valorizzare un patrimonio espressivo internazionale che
ha scarse possibilità di visibilità e insieme valorizzare agli occhi dei
media una realtà produttiva veronese spesso nota solo in superficie.
Sicuramente il San Giò non è operazione pesantemente intellettuale ma
intelligentemente popolare, come mostrano le immagini delle piazze che il
San Giò occupa la sera, con un pubblico straripante, che si sente libero
di guardare immagini che scorrono libere raccontando libertà.
STORIA CINECLUB
Nel 1935, leggi volute dall'allora Ministro Galeazzo Ciano, portarono alla
formazione dei CineGuf, club cinematografici che avevano lo scopo di
radicare una cultura del fare cinema, quel "cinema" che in quei tempi
veniva ritenuto "L'arma più forte".
A Verona furono fondatori Luciano dal Cero, che sarà Martire della
Resistenza, Achille Bergonzi, anche lui attivo nella Resistenza e prima
nella produzione di film che facevano impazzire federali e podestà, Mario
Tommasoli, avvocato di chiara fama. Ne fecero parte altri ancora, tra cui
Francesco Niccoli, che vincerà alcuni importanti premi per Verona ai Littoriali con i suoi film documentari prima di essere consegnato ai
nazisti e finire in campo di sterminio, da cui, segnato per sempre,
miracolosamente si salverà.
Nel dopoguerra il Cineguf diventa Cineclub Verona e negli anni grazie a
presidenti come Sergio Manfredi prima e l'Architetto Paolo Zoppi poi si
rinsalderà nel mondo cinematografico amatoriale italiano, europeo e
mondiale, con produzioni a passo ridotto di grande livello.
Sergio Manfredi vinse premi a Tokio, negli USA, dovunque con un
documentario sui campi di concentramento che girò nei vari circoli
cinematografici fino ai primi anni '70.
Proprio negli anni '70 con l'avvento del video fini l'epoca dei
cineamatori. Negli anni '80 la svolta al Cineclub fu data dalla Presidenza
di Ugo Brusaporco che spinse verso una svolta culturale di studio ed
organizzazione di eventi cine-video.
Cominciarono così gli storici incontri al Caffè Dante, le mostre
organizzate sulla video arte alla Galleria Lo Spazio, la nascita dell'
iniziativa "Buon Compleanno Cinema" (era il 1985). Sono anni ferventi di
lavoro con cinque edizioni di un Festival di disegni animati che per la
prima volta porta al pubblico italiano Tex Avery, riscopre i fratelli
Fleischer e Chuck Jones, ridà dignità a Ub Iwerks.
A Soave si organizza un Festival di film muti comici che finisce in una
generale battaglia di torte in faccia.
Alle fine degli anni '80 nasce il progetto "Oltre l'arcobaleno" dedicato a
tutte le scuole del territorio con la partecipazione di esperti da tutto
il Veneto, un vero e proprio work in progress che si rivelò un rimpianto
numero unico.
Stesso destino per un progetto ambizioso come il Garda Film Festival
"Storie d'amore e altro" che vide la luce a Garda nel 1991 con grande
successo e con un futuro che fu chiuso dalle tristi vicende delle
Amministrazioni di quel Comune l'anno seguente e per anni ancora.
Il lavoro del Cineclub continua e nel 1994 porta alla nascita di "Le arti
al cinema", rivoluzionario progetto presentato al Centro Mazziano, che
provoca reazioni contrastanti nello statico mondo culturale veronese e
l'anno seguente porta alla nascita a San Giovanni Lupatoto del San Giò
Video Festival, grazie all' apporto della locale Università della terza
età guidata dal compianto Elio Stoppato e dall'allora Assessore alla
Cultura Igino Maggiotto.
Crescendo lentamente il San Giò viene portato dopo cinque anni a Verona e
resta l'iniziativa più impegnativa per il Cineclub, che continua ad
operare nel territorio con iniziative legate alle scuole e alla diffusione
della cultura cinematografica.