I premiati del 22° San Giò Verona Video Festival 2016 - SanGio' Verona Video Festival 2018

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____________I PREMIATI 2016____________

__________PREMI CONCORSO IN CORTO__________
La Giuria in corto: Érica Rivas (Presidente) Cuini Amelio Ortiz, Elena Gladkova, Asal Enami, Ida Travi, Owen Shapiro, Nino Battaglia, Marco Ongaro.

MIGLIOR FILM
“Nothing escapes my eyes” di David Krippendorf
(Germania/Egitto)
Con un linguaggio di poesia ratifica la scomparsa dell'arte in favore di una modernità già scaduta. Attraverso un messaggio indiretto la volgarità del presunto progresso viene stigmatizzata con impatto emotivo e sottile espressività.
MIGLIORE REGIA
Ygor Gama e Florencia Rovlich per il film “#YA”
(Argentina, Cile, Germania)
Con notevole talento estetico il dramma dello scontro sociale viene stilizzato trasportando eventi turbolenti su un piano creativo portatore di nuova speranza.
MIGLIORE INTERPRETE
Rosemary Standley per il film “Harmonies” di Eurydice Calméjane
(Francia)
Dà vita con grande intensità a un personaggio che incarna il trait-d'union tra l'impossibilità emotiva e il superamento dell'handicap fisico.
MIGLIORE SCENEGGIATURA
Olivier Van Hoofstadt, Mourad Dhoir e Sophie Galibert per “A/K” di Olivier Van Hoofstadt
(Francia)
In una vertigine metacinematografica, la storia gioca con ironia sulle innumerevoli variazioni e soluzioni narrative dei film di successo attuali.
MIGLIORE FOTOGRAFIA
Serve Benassutti per il film “Quenottes” di Pascal Thiebaux e Gil Pinheiro
(Lussemburgo /Francia)
In una solida costruzione demistificatrice delle fiabe infantili, compie il miracolo di un racconto dell'orrore con immagini di ironica crudeltà.
MIGLIORE FILM D’ ANIMAZIONE
“Nutag – Homeland” di Alisi Telengut (Canada) Il passo inesorabile di una pagina oscura della Storia sovietica del Novecento narrato con delicata irruenza pittorica.
MIGLIORE MUSICA
L.A Hermandad 428 e Marco Gana “Guantes y Navajas” di Uriel de Jesùs Juàrez Tavera
(Messico)
L'hip hop esalta per contrasto la tradizione popolare messicana tra un sogno di riscatto con la boxe e l'umiltà del combattimento dei galli.
MIGLIOR MONTAGGIO
Felice Rehm Per il film “Sospendu” di Elie Grappe
(Svizzera / Francia)
Il dramma di un'ambizione artistica frenata da un limite fisico oggettivo è costruito con un ritmo di crescente tensione.
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA
“Tuhaf Zamanlar” (Weird Times) di Mehmet Emrah Erkani
(Turchia)
Per la forza creativa con cui viene affrontato un argomento ancora tabù in un contesto violento di strettissima attualità.
MENZIONE SPECIALE
El ultimo milico di Cesar Augusto Malaga
(Perù)
Per l'abilità di sottrazione e narrazione indiretta con cui l'orrore della guerra civile è rappresentato fino alla commozione. 
 
_______SAN GIÒ CONCORSO IN LUNGO 2016_______
La Giuria in Lungo: Christine Fawcett-Shapiro, Abbas Gharib, Hector Navarrete, Simone Villani, Sami Gharib, Guido Zauli, Davide Rossi.

Premio Opera prima 2016 a Partizani La resistenza italiana in Montenegro di Eric Gobetti perchè rifiuta la mistificazione di una impossibile oggettività e mette in campo la propria oggettività di essere umano e di storico illuminando il paradosso di un episodio "eroico" eppure non sossumibile dalla geografia ufficiale dell'esercito italiano.
Premio Abbas Kiarostami, l'undicesima stella 2016, con votazione unanime da parte della giuria, a Tras Nazarin di Javer Espada perchè offre ai nuovi cineasti il modello di rigore e fantasia di un grande artista come Luis Bunuel raccontandone i contenuti di bellezza, umanità, poesia e potenza del pensiero fatto immagine.
Premio Miglior regia 2016, con votazione unanime da parte della giuria, a Lampedusa d'inverno di Jakob Brossmann per la sapiente orchestrazione della molteplicità dei punti di vista e la scelta di una regia decentrata che sfrutta la "distanza" per lasciare con ancora maggiore forza parlare le cose.
Premio Miglior film 2016, con votazione unanime da parte della giuria, a “Une saison de myrtilles et d'airelles” (Apollinaire a Stavelot) perché con una poetica filologia del racconto che impiega anche gli strumenti tecnologici del cinema dell'epoca - il muto e il bianco e nero - restituisce un episodio importante e a lungo dimenticato dalla mitografia istituzionale di Guillame Apollineare, mostrando come persino un conto non pagato e una fuga nei boschi rocambolesca, come una comica degli anni '10, si leghino alle origini del mondo poetico del grande poeta del modernismo europeo.
 
____PREMI GIURIA POPOLARE SOCIAL CLUB 2016____

Premio Soave Ways al piacere di vivere:
"Harmonies" di Eurydice Calmejane
(Francia, 2015)
Anche nei momenti più tragici dell'esistenza, quando tutto sembra perduto, si riscopre la soavità del vivere attraverso sensazioni inattese.
Premio Dino Coltro alla tradizione:
"NUTAG - HOMELAND" di Alisi Telengut
(Canada, 2016)
Un immaginario dipinto che descrive con poetica surrealista la tematica universale dell'attaccamento dei popoli alla tradizione di fronte ad una possibile perdita della patria.
Premio Fevoss solidarietà a
"Avi, La Petite Ballerina" di Susan Santha Kerns
(USA, 2015)
Quando la potenza travolgente della musica trasforma un disagio in una danza gioiosa, collettiva e condivisa.

 
______________DICONO DI NOI______________
 
Il San Giò Verona Video Festival? Cinema, cinema, cinema… in lungo e in corto. Digital Films from all over the World e lo sguardo aperto d’una Giuria Internazionale. Da 22 anni, dal 23 al 27 luglio, a Verona. Non è solo un festival, non è solo una rassegna, non è solo una competizione, non è solo una festa popolare… È tutto questo, e di più. È una filosofia, è un’arte, è una pratica. È un evento lungo cinque giorni e cinque notti, nel rapporto vivo tra cinema e vita : bisogna esserci!
 
Ida Travi, poetessa
 
Un Festival di cinema dove niente rimane fuori, dei generi quanto dell'anima di chi si muove con le immagini per cogliere della civiltà la massima ampiezza espressiva.
Internazionale senza confine alcuno, nel suo svolgimento permette di conoscere le realtà più diverse, immergendo l'esperienza filmica nella conoscenza del territorio veronese, delle sue tradizioni e del suo progresso testimoniati dall'evoluzione del vino e della sua cultura che non sa mentire.
 
Marco Ongaro, musicista e scrittore

Festival di rara preziosità, fatto con amore, per il cinema e per gli spettatori che vogliono continuare a conoscere e a scoprire nuovi talenti e altri linguaggi. Per questo e altro ancora il San Giò di Verona è un festival essenziale.
La città tutta, con i suoi amministratori e le sue articolazioni sociali pubbliche e private, può esserne orgogliosa.
E anche da qui la certezza che continuerà a sostenerlo.

Nino Battaglia

 
 
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