SanGio' Verona Video Festival 2013 - SanGio' Verona Video Festival 2017

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27-07-2013 SAN GIÒ VERONA VIDEO FESTIVAL 2013

Al San Giò Verona Video Festival, che ha chiuso con successo la sua XIX edizione, vincono il Belgio con il corto "Premiers Pas" di Grégory Lecocq che parla del dolore di una giovane donna che fa i conti con la sua maternità e un documentario svizzero,"Gotthard Schuh - A sensual vision of the world" di Villi Hermann, nella sezione lunghi,  che guardando al passato offre speranze di futuro.

XIX San Giò Verona Video Festival 2013


I PREMI


Concorso Corto

Giuria presieduta da Nino Battaglia, con Asal Emami, Ida Travi, Andrea Crozzoli, Paolo Micalizzi, Marco Ongaro, Vincente Perez Herrero, Sandro di Todaro

Miglior film
Premiers pas di Grégory Lecocq, Belgio 2012
Per il valore della regia, interpretazione e sceneggiatura al servizio di un tema umano di intramontabile attualità. I 18 minuti più avvincenti e intensi del festival.

Miglior Regia
Juan Pablo Zaramella per "Luminaris", Argentina 2012
Originali soluzioni visive nella fusione della storia tra musica e immagini. Con soluzioni tecnologiche di alto livello

Miglior Fotografia
Mohammed Jano per "One Shot" di Hawre Bahyat, Kurdistan-Iraq, 2012
La capacità di passare dal piano sequenza dal biancoenero al colore

Miglior Sceneggiatura
Velko Nedelkovski per "Obraz" di Stefan Sidovskj, Macedonia, 2012
Per l’incisività del racconto che mette in rilievo una storia sociale di miseria e sopraffazione.

Miglior Interpretazione
Mirko per "Shame and glasses" di Alessandro Riconda, Italia, 2013
A maggioranza la giuria assegna il premio a Mirko che con la sua ineffabile naturalezza recitativa aderisce perfettamente al personaggio superando l’infantile timidezza che nasconde un grande amore

Miglior Musica
Lolly Jane Blue per "Requiem 2019" di Rutger Hauer e Sil van der Woerd, Danimarca, 2011
Per la compenetrazione drammatica tra l’immagine apocalittica e il sentimento di salvazione a un passo dalla fine espresso in un disegno armonico di lievissima commozione

Menzione speciale
Al regista Paolo Zagaglia per il corto "Abattoire" per aver espresso con efficacia la differenza tra il mondo animale e quello degli uomini

Menzione speciale
Ai registi Damiano Menegoni e Fabio Zocca per aver con "Genius Loci" essere riusciti a collocare gli antichi incubi del territorio nella dimensione cinematografica

Menzione speciale
A Gerard Chaireski, autore di "Storia" per la ricercata armonia e sintesi tra musica storia e immagini verso un’efficace affabulazione.


Concorso Lunghi

Giuria presieduta da Abbas Gharib, con: Cristiana Albertini, Federico Brambilla, Ivan Olivieri, Davide Rossi, Simone Villani, Guido Zauli

Miglior Film
"Gotthard Schuh - A sensual vision of the world" di Villi Hermann,  Svizzera 2011 - 89'
Documentario intenso e denso di immagini di verità nel confronto tra passato e presente. Riesce a raggiungere un livello evocativo e poetico altissimo. Un documentario dove il confine con il film di finzione è labile proprio per la capacità evocativa del film che va oltre la narrazione biografica e ci fa intuire un futuro che ci richiama a nuove sfide.

Miglior Regia
Meysam Kazazi per "How soon we get used to it...!", Iran 2012
Nonostante i limiti tecnici e l'aver dato per scontate alcune premesse relative al tessuto sociale iraniano e sposato il punto di vista della media borghesia, abbiamo ritenuto di attribuire il premio per la miglior regia a questa opera per aver messo l'accento sull'aspetto della relazione tra un gruppo di giovani  e donne che aspirano alla propria emancipazione nel mito dell'Occidente, guidati dall'empatia profonda che li lega e li unisce rendendoli più forti.

Miglior Interpretazione
Lina Wendel per "Silvi" di Nico Sommer, Germania 2013
per la delicatezza con cui l'attrice ha saputo tratteggiare il desiderio e il coraggio di una donna di costruire un rapporto di coppia maturo, di fronte a un mondo maschile afflitto da una  concezione deformata e impoverita della relazione tra uomo e donna.

Mezione Speciale
a "Dans un jardin je suis entré" di Avi Mograbi, Israele - Francia - Svizzera 2012
Nel dialogo filmato tra il regista israeliano e il suo antico maestro palestinese, il film  ancora una volta afferma la complessità della relazione israeliano-palestinese, dimostrando che una convivenza reciprocamente rispettosa è possibile e contesta la legittimità di confini artificiali che negano l'identità di culture  e tradizioni esistenti di fatto.


Premi Speciali

Premio Unicef, per il video che meglio racconta la realtà dell'infanzia tradita
The Silent Caos di Antonio Spanò Italia - Repubblica Democratica del Congo, 2012
Il film è da consigliare all'Unicef, perché documentala situazione sociale di alcuni bambini sordomuti del Congo, sui quali grava un pregiudizio di superstizione. La chiave di lettura del documentario gioca tra la rappresentazione  del paesaggio africano e i piccoli drammi quotidiani.

Premio "Mario Dall'Argine" assegnato dal  Cineclub Verona
Avi Mograbi regista di "Dans un jardin je suis entrè", perché autore capace di raccontare al Mondo il bisogno di Cultura e Pace, con il suo cinema fatto di serena semplicità.

Premio "Solidarietà" assegnato in collaborazione con Fevoss e Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Verona, per il video  carattere sociale. Giuria presieduta dal regista Vincente Perez Herrero
Obraz di Stefan Sidovski, Macedonia, 2012
Il video denuncia l'emarginazione che spinge al crimine e coinvolge lo spettatore a stare con empatia dalla parte di chi soffre e a spingere la società ad operare per evitare che si arrivi a tali situazioni. Un video che sa rappresentare la cultura della solidarietà come consapevolezza sociale.

Premi della Giuria Social Club
Composta da amiche e amici del Festival, guidati dal segretario Giuseppe Genovese, con Chiara Bottacini, Marta Covre, Simonetta Pellini, Carla Riolfi, Susanna Serafin, Paolo Braggio, Maurizio Carmeli, Giampaolo Veronese

Premio "Soave Ways", del Consorzio per la tutela del Soave e del Consorzio per la tutela del Monte Veronese Dop per il video che meglio esprime la soavità della vita
Shame and glasses di Alessandro Riconda, Italia, 2013
Per un video che sa comunicare con potenzialità espressiva e delicata serenità la soavità della vita

Premio "Dino Coltro" al video che meglio esprime i valori della tradizione
Dreaming Apecar di Dario Samuele Leone, Italia, 2013
Il cortometraggio è una commedia sociale che esprime con ironia e inversione di ruoli ( un italiana badante di un rumeno ), il richiamo delle proprie radici che rimane con forza anche in un contesto di integrazione.

Premio "Logan" al video che meglio esprime l'eleganza delle immagini in movimento
Ballet Story di Daria Belova, Germania, 2011
Un cortometraggio raffinato che, attraverso un sapiente uso della fotografia, coinvolge lo spettatore in una storia che esprime l' eleganza dei movimenti di giovani allieve di danza classica

 
 
26-07-2013 SAN GIÒ VERONA VIDEO FESTIVAL 2013

LE TANTE NOTTI DEL SAN GIÒ VERONA VIDEO FESTIVAL:
DALL'AMORE ALL' HORROR

Quarta sera del San Giò Verona Video Festival  che regala alla città la scelta di un venerdì notte pieno d'amore o di horror. Ma andiamo con ordine, il pomeriggio  alla Chiesa di Santa Maria in Chiavica, alle 16 grande anteprima del film che sta oggi riscuotendo il maggior successo nelle sale parigine: "Dans un jardin je suis entré"  di Avi Mograbi, un documentario coprodotto da Israele, Francia e Svizzera, in cui l'autore ricerca l'origine del male che intercorre tra il Libano e Israele e tutto il Medio Oriente, ritrovandone la radice nel tradimento di un'antica cultura pacificante. A questo, sempre a Santa Maria, fa seguito "Nel mio giardino" di Cristian Cesaro che racconta lo sfacelo ambientale della bassa padovana, rompendo un silenzio che a Verona persiste, quello del peso dell'ignavia umana e dell'inquinamento, figlio di un'antiecologia di facile presa.Il lungo pomeriggio nella chiesetta si chiude con la facile commedia: "Leccion Debida" (Deserved Lesson)
dello spagnolo Iván Ruiz Flores. Poche ore di pausa e la Chiesa si riempie dei suoni del cantautore Yuri Insito accompagnato dal chitarrista Marzio Vitelli in un omaggio al Festival, per poi aprirsi alla testimonianza di uno dei gruppi più conosciuti nel Veneto est, ovvero Los Massadores, protagonisti del documentario "Il Docuementario - Il lato nascosto dei Los Massadores" di  Dimitri Feltrin, a questo fa seguito la lunga notte horror del Festival che si apre con:" Abuztua" di  Pello Gutiérrez, cui seguono: "Tin & Tina" dell'eccessivo Rubin Stein, il terrificante "Hambre (Fame)"
Mario De La Torre, il notissimo "Necrolovers" di  Victor Uribe, corti che precedono il lungo "Thanatomorphose" del canadese  Éric Falardeau, film considerato il miglior horror degli ultimi anni. Alle 21, invece, a pochi passi, nel centralissimo Cortile del Tribunale, l'ultima serata di corti in competizione si apre con: "Shapes Recording"  di Giuliana Fantoni che mostrando cosa accomuna cinque donne migranti provenienti da Francia, Giappone, Iran, Angola e Germania, scopre che é la voglia di un'Italia che sa dare futuro. Un' altra donna é protagonista del libanese "Halat Hawa" (The State of Things) di Nour Ouayda, ma quasta scappa dal suo presente e dai ricordi, come il suo martoriato paese. In prima mondiale sarò presentato alla presenza dell'autore, il belga Paolo Zagaglia, "Abattoir" (Mattatoio), a cui seguirà il tailandese "Time of the Last Persecution" di Taiki Sakpisit, ancora dal belgio : "Memento Mori" dell'animatrice  Daniela Wayllace Riguera. Al mondo delle scuole di ballo si lega "Ballet Story" di Daria Belova, mentre l'armeno Martin Ulikhanyan nel suo "Door" racconta il cammino di un uomo alla ricerca della misericordia di Dio.
Ancora animazione per una parabola sociale in "O Šunce" (Ham story) della ceca Eliška Chytková, ben più dura è la visione della turca Marva Ince che nel suo "Gassal" racconta di una ragazza stuprata che da alla luce una bimba e cerca di fare i conti con Dio.  Altri conti fanno gli operai in vista di cassa integrazione nel belga  "Silence, on détourne" (Lies !... Camera !... Action !)
di Bernard Garant, certamente meno attenti all'amore delle protagoniste di "I Still Love You" del brasiliano  Henrique Faria. Farà discutere "Vaterlandsliebe" (Un tedesco ama la sua Patria) in cui
Nico Sommer dice di un uomo accusato di essere neonazista, un documentario che si lega a "One Shot" di Dietrich Brüggemann, esilarante commedia degli equivoci fra generazioni di migranti in Germania. Ancora dalla Germania il provocante "Naked Love - Ea’s Garden" pepata animazione firmata da Sara Koppel, mentre la serata e la competizione si chiuderanno con un omaggio al cinema girato con il telefonino "Thin Traces" del coreano  Jangwook Lee, uno dei videoartisti più ricercati nel mondo intero. Una notte colma di immagini e emozioni al San Giò Verona Video Festival.




 
 
25-07-2013 SAN GIÒ VERONA VIDEO FESTIVAL 2013

VERONA RACCONTA LE SUE STORIE AL FESTIVAL

Una giornata particolare al San Giò Verona Video Festival che nella chiesa di Santa  Maria in Chiavica presenta il pomeriggio alle 16 "A Sensual vision of the World" che Villi Hermann dedica al grande fotografo svizzero Gotthard Schuh che rintraccia nel lontano oriente il senso di una civiltà sconvolta dalla II guerra mondiale. Una II guerra mondiale che si riaffaccia, la sera alle 21 in Santa Maria,  in tutta la sua violenza, annunciatrice di un mondo che mai più sarà capace di serenità, in un film che é una delle grandi prime del Festival:Deserteur! (Glorious Deserter) di Gabriele Neudecker. La regista austriaca racconta con toni documentaristici il terribile inverno del  1947, in Austria, una stagione di carestia e fame. Un paese in cui  la diserzione dalla Wehrmacht é ancora un crimine anche se é finita la guerra. a questo segue un'altra grande prima italiana  "Dr. Ketel" di Linus de Paoli, con Amanda Plummer. L'attrice cara a Tarantino qui si trova alle prese con un intrigo internazionale sulla sanità. Con lei, tra gli altri, l'attore Lou Castel, in un film di tensione e azione. Non da meno è la sera nel Cortile del Tribunale vecchio dove trovano posto tre giovani registi veronesi: Demetrio Pisanò che presenta con "L'ultima partita"  un dramma psicologico con al centro una donna incapace di risolvere il suo rapporto con il padre, e Daniele Menegolo e Fabio Zonca che a quattro mani firmano il drammatico "Genius Loci" dedicato al peso di una tradizione che condanna alla paura. Tra i due film, trovano posto  "Crocodile Tears" di Anna Mila Stella,
"Shame and Glasses" in cui Alessandro Riconda racconta di un bambino alle prese con il problema di portare gli occhiali, il video "Sono incinta" di  Pietro Ciccotti e  Harald  Pizzini interpretato da Rossa Tiziano, "Dreaming Apecar" di Dario Samuele Leone commedia agro-dolce con una quarantacinquenne che perde il lavoro e si ritrova a fare la badante,  "Don’t Be Curly" della ceca Veronika Jelinkova, "Shift" cortissimo del videoartista Max Hattler, Dopo "Genius Loci", la serata presenta un corto d' animazione "Bajo la almohada"  (Sotto il cuscino) firmato dalla giovane Isabel Herguerra che ha guidato un gruppo di bambini ricoverati un una clinica in India. A questo seguono "Storia"  dell'artista video Gérard Cairaschi, il duro e premiatissimo "The Dark Side of Frankenstein" di Flavio Sciolè, il russo "V Put’ " (Away)  in cui Anna Sarukhanova affronta il tema del peso dell'emigrazione, "One Shot" di Hawre Bahjat che affronta il tema della noia del vivere in un paese l'Iraq, dove la normalità é la fine della paura di morire. La serata si chiude  con "Monsters Do Not Exist " del basco Paul Urkijo che ambienta la sua storia tra i fantasmi cambogiani, "Me, Nobody & I" in cui lo svizzero Joerg Hurschler si chiede dell'influenza dei media sui bambini, e "The Axe Gang" video tutto musica e violenza della brava Ellis Meng Meng americana d'adozione, non dimentica delle bande asiatiche che hanno impaurito la sua infanzia.




 
 
24-07-2013 SAN GIÒ VERONA VIDEO FESTIVAL 2013

UN MERCOLEDÌ DI GRANDI STORIE AL SAN GIÒ

Seconda giornata piena di storie al San Giò Verona Video Festival, questo mercoledì 24 che si apre al pomeriggio, alle 16, nella Chiesa di Santa Maria in Chiavica con "La boda de Rita"  del catalano Fèlix Merino, un film su una famiglia costretta a lasciare l'Iraq e con questo un'idea antica di vita, a questo segue  "The Silent Caos" di Antonio Spanò, un documentario che mostra la difficile situazione della Repubblica del Congo, dove tra guerriglieri divisi da idee e religioni, non sono solo i bambini  le donne a pagare, ma il prezzo, se si può dire più alto, è quello degli handicappati. La sera alle 21, sempre a Santa Maria in Chiavica una grande e necessaria prima "How Soon We Get Used To It ...!" dell'iraniano Meysam Kazazi, un film che racconta il peso della fuga da un paese, l'Iran, dove la fuga per molti, soprattutto giovani studenti, è il solo senso della vita. Un film uscito dal suo paese per arrivare proprio al San Giò Verona Video Festival, territorio di libertà per le immagini in movimento. Al film iraniano segue un altro film sulla gioventù, il tedesco "Silent Youth" del regista Diemo Kemmesies, un film dai sapori e dalle atmosfere di Antonioni e Van Sant, un film di grande pulizia, sulla scoperta della difficile sessualità tra due adolescenti. Sempre alle 21 la piazza, il Cortile del Tribunale, che come spiega l'architetto Cena è la più maltrattata dalla città,  si riempie di corti a cominciare dal polacco "Wiosna Lato Jesen" (Spring Summer Fall) di Piotr Zlotorowicz Polonia, che racconta la storia di una famiglia Amish che vive a contatto con la natura e Dio, a questo seguono il tedesco "Neu Nähe" (New Closeness) di Sonja Vukovic e Christian Stahl, e il ceco "Kde rostou motýli?" (Where do the wild butterflies grow?)  di Vladka Macurova prima dell'inquietante "Wie du küsst" (The Way You Kiss) in cui la regista Eva Viola Trobisch indaga sui rapporti tra una madre e un figlio adolescente dopo che il marito l'ha abbandonata. Un importante film è il cortissimo "Sven" di Sally Lalla, dedicato a un uomo che vive felicemente rallegrando gli altri. Dalla Macedonia  arriva il forte "Obraz" (Face) di Stefan Sidovski), mentre dal Portogallo giunge  l'allegorica fiaba di un giullare e del suo re detta da Ana Priscila Fontoura nel suo "Neñures". Geschwister (Siblings) porta alla ribalta la figlia di un grande regista Joya Thome, erede nello spirito dall'uomo che ha segnato indelebilmente il cinema tedesco: Rudolf Thome. Con "Through the Motions" (Avanti per inerzia) il Festival presenta il lavoro di una grande pubblicitaria: Eleonora Errico, ancora una giovane artista, l'estone, Anu-Laura  Tuttelberg  presenta "Kärbeste Veski" (Fly Mill). Dal Myanmar arriva il delicato e insieme forte "The Bag" di Thet Su Hlain, mentre ispirato a Paul Klee è il lavoro di Amir Admoni "Linear". Di grande spessore è "Premiers pas" (First Steps) di Grégory Lecocq storia di una giovane donna che prende coscienza di essere madre.  Il tedesco Frank Müller  provoca con il suo "Lapithen und Zentauren", ma ancora più dura è la provocazione dell'australiano "Samhain"  di Stephen Slade che ritrova il mondo della stregoneria. La serata si chiude con "Steffi gefällt das" (Steffi Likes This) di Philipp Scholz,  con l'avventuroso
"Covariance" di Dawn Westlake, con cui al Festival sbarcano gli Stati Uniti.  ingresso libero, posti limitati.




 
 
SAN GIÒ VERONA VIDEO FESTIVAL 2013


 
 
 
 
23-07-2013 SAN GIÒ VERONA VIDEO FESTIVAL 2013

Nazioni presenti al San Giò Verona Video Festival 2013


Argentina, Armenia, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Bulgaria, Burkina-Faso, Cile, Canada, Corea del Sud, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Iran, Iraq, Israele, Italia, Kurdistan, Libano, Macedonia, Myanmar, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica Democratica del Congo, Romania, Russia, Singapore, Spagna, Svizzera, Taiwan, Thailandia, Turchia, Ungheria, USA


I numeri del San Giò Verona Video Festival 2013


65 corti in Concorso, 16 medio-lungometraggi in Concorso,
7 corti cortometraggi fuori concorso, 2 medio-lungo metraggi


UN FESTIVAL PER VERONA


La XIX edizione del San Giò Verona Video Festival si svolgerà nella città scaligera dal 23 al 27 di questo luglio 2013. Divisa in due sezioni, una dedicata al corto e una al medio-lungo, la manifestazione è promossa dl Cineclub Verona, storica società di cultura, nata nel 1935, con la collaborazione dell'Assessorato al Tempo Libero del Comune di Verona, e patrocinata dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Verona, dallo stesso Comune di Verona, con la presenza di AGSM e Acque Veronesi. Il San Giò Verona Video Festival é una manifestazione internazionale, che, anche quest'anno, raccoglie opere dai cinque Continenti. Si tratta di film girati in digitale, scelti per il loro valore artistico, civile, storico e spettacolare. La sezione corto si svilupperà in cinque serate nello storico Cortile del Tribunale, adiacente a Piazza dei Signori, nel pieno centro antico di Verona. Ogni serata ha inizio alle ore 21 e l'ingresso é libero e gratuito, come tutte le iniziative del Cineclub Verona. La sezione medio-lungo sarà ospitata dal CTG nella sala della restaurata Chiesa di Santa Maria in Chiavica, a pochi passi dalle Arche Scaligere. L'internazionalità del Festival si sposa con la sua piena veronesità, é diventato uno degli appuntamenti più attesi dell'estate veronese da un pubblico stanco delle solite repliche estive che popolano la città e la televisione, voglioso di incontrare novità, film difficili o impossibili da vedere altrimenti. Tante le prime italiane in programma, diverse le prime internazionali e non mancano le prime mondiali. Tra i film più attesi "Dans un jardin je suis entré" di Avi Mograbi, una coproduzione tra Israele,Francia, Svizzera che è nelle sale parigine solo dall'11 luglio, un film esplosivo sul Libano di oggi, una lettura-memoria di grande forza su una delle regioni più importanti del nostro momento storico, non da meno "Deserteur!" (Glorious Deserter) di Gabriele Neudecker. La regista austriaca con coraggio riapre una pagina dolorosa per l'Europa tutta, il ritorno a casa, dopo la fine della II guerra mondiale, dei soldati che avevano disertato, il loro incontro con il popolo sconfitto, che li ritiene colpevoli del fallimento dei propri sogni di gloria. Sempre nella sezione medio-lunghi si vedranno: "Dr. Ketel" di Linus de Paoli con un cast guidato da Amanda Plummer al centro di un'intrigo sanitari internazionale, e un film più intimo come "Silent Youth" di Diemo Kemmesies, che, memore della lezione di Gus Van Sant, racconta lo sbocciare di un amore nuovo. Legata a un lungometraggio sarà il 26 notte a Santa Maria in Chiavica, la prima notte horror del Festival, il film é "Thanatomorphose" del giovane, ma già cult, autore canadese Éric Falardeau, film già premiato come miglior horr degli ultimi anni da riviste specializzate. La serata del 26 sarà aperta da un film
" Il Docueomentario - Il lato nascosto dei Los Massadores" che il regista Dimitri Feltrin ha dedicato allo strambo gruppo veneto che ha in messo in prosecco il rock demenziale, conquistando l'est della Regione, a questo seguiranno una serie di corti horror spagnoli per arrivare al film di Falardeau. Sempre dall'est Veneto arriva "Nel mio giardino" di Cristian Cesaro, che racconta lo scempio attuato sul nostro territorio, mentre Antonio Spanò  nel suo: "The Silent Caos" mostra la terribile realtà vissuta dai sordomuti nella guerra civile congolese. La sezione corti sarà aperta, in collaborazione con la Fondazione Cini di Venezia, con "Carceri d'invenzione di G. Battista Piranesi" di Gregoire Dupond, un film che celebra il grande e visionario artista, la stessa sera si vedranno tra gli altri: "Requiem 2019" per la regia Rutger Hauer di Sil van der Woerd, con il noto attore protagonista di un'amara favola sulla sparizione delle balene, e "African Race" di Julien Paolini, un corto che racconta il sogno di un bambino del Burkina-Faso, non raggiungere l'Europa, ma correre e vincere in moto. Non è che l'inizio di un lungo cammino che si chiude il 27 sera con la proiezione di "Fino a quando ..." di Vittorio Curzel, un film sul non senso delle guerre.

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SAN GIÒ VERONA VIDEO FESTIVAL 2013

Cineclub Verona
Società di cultura fondata nel 1935


Il Cineclub Verona è lieto, di concerto con l'Assessorato al Tempo Libero di Verona, di ivitarLa, questo giovedì 18 Luglio alle ore 12, nella splendida Sala Arazzi del Comune di Verona, alla conferenza stampa di presentazione della XIX edizione del San Giò Verona Video Festival, Rassegna Internazionale di Immagini in Movimento e Altro,
da anni unico Festival cinematografico veronese.

Nel corso della conferenza sarà presentata dal Direttore del Festival la manifestazione.

Al termine La invitiamo al rinfresco organizzato insieme
alla Direzione del Liston 12, nello storico locale di Piazza Bra



Cineclub Verona
Società di cultura fondata nel 1935
via Sottoriva 9 A, 37121 Verona
E mail cineclubverona@libero.it

 
 
SAN GIÒ VERONA VIDEO FESTIVAL 2013

TORNA IL SAN GIO' VERONA  VIDEO FESTIVAL
19° EDIZIONE DAL 23 AL 27 LUGLIO 2013

Quasi vent'anni fa, Il San Giò Verona Video Festival nasceva nel 1995, dopo l'esperienza veronese condotta nel 1994 da Ugo Brusaporco e il compianto Fausto Pavesi al Centro Mazziano con "Le arti al Cinema". Nasceva dal desiderio di incontrare e raccontare le nuove immagini in movimento che stavano conquistando il mondo giovanile, finalmente padrone di una lingua internazionale ancora non codificata ed incodificabile dagli adulti, coinvolgendo in primis un'intera generazione di artisti attratti dalla possibilità di esprimersi con l'immagine digitale. Oggi la manifestazione, voluta dal Comune di Verona , e nata per  raccogliere opere digitali  provenienti da ogni parte del mondo per presentarle gratuitamente al pubblico veronese e ospite di Verona, raccoglie una cinquantina di nazioni con opere che saranno presentate  nel corso di cinque serate,  da sempre le date sono 23/27 luglio, il pomeriggio e la sera nella Chiesa di Santa Maria in Chiavica e la sera nel Cortile del Vecchio Tribunale, sempre nel centro di Verona Antica. Il San Giò Verona Video Festival intende valorizzare un patrimonio espressivo internazionale che ha scarse possibilità di visibilità e insieme valorizzare agli occhi dei media una realtà produttiva veronese e veneta spesso nota solo in superficie. Più di cento saranno le opere in concorso tra cortometraggi e lungometraggi, il programma completo sarà consultabile sul sito del festival, www.sangiofestival.it, dal 7 luglio.

Ugo Brusaporco

LOCANDINA 2013








 
 

Dear Ugo,

Ciao!

Apologies for not writing before. I was busy sorting things here, as I am going to be shooting my next film within a month.

Let me take this opportunity to thank you for selecting KHWAAB in the San Gio Festival. I never knew the film would be so universally accepted and appreciated. Please accept my deepest gratitude.

Secondly, I am now missing Verona badly for I became a part of the small family of the San Gio festival. Despite not knowing Italian, I could communicate with so many people, it amazes me how universal we all are. As Owen puts it, "When you come to San Gio Festival, you realise there is no reasons for Wars in this world!", and I would totally second that! It was the most beautiful festival I have ever attended, and I loved the wine and the different dishes we ate day and night! It will be forever etched in my memory :)

I would love to participate in the festival next year as well, and would make sure I send a lot of quality films by March-April 2013, so that you have ample time for selection. If you could also send me some publicity materials by next year, I can help publicise the event in Indian Film Schools, and make sure you get more films from India as well.

I would sign off now, and wish you and all the members of the beautiful festival a great year ahead.
Stay happy!

Saluti

Anadi Athaley

 
 

Incontri al Rivelino:
sabato 4 agosto 2013 ore 18: The Potemkin Experiment, con dittico di Bacon “ Tata urlante con carrozella”, installazione di Michele Lamasa,foto di Mario Dondero. e “Odessa ebraica” di Sandra Von Rubenwil.

Domenica 5 agosto 2013, dalle 17: Forte Da Vinci fiction e animazioni internazionali dal San Gio' Verona Video Festival Verona, con omaggio alla scuola di Lodz, presentano Ugo Brusaporco e Alberto Castellano.

Ingresso libero

 
 
 
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