SanGio' Verona Video Festival 2015 - SanGio' Verona Video Festival 2017

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VERONA VIDEO FESTIVAL 2015 - PREMIATI

 
 

IL VERONA VIDEO FESTIVAL PREMIA LA SOLIDARIETÀ VERONESE


Con le premiazioni e la forte emozione di aver trovato in “Fuoco” film del 1968 firmato dal maestro Gian Vittorio Baldi, la ventunesima edizione del San Giò Verona Video Festival ha chiuso dando l’appuntamento al 22 luglio del prossimo anno.
Un alloro importante è restato a Verona, il Premio Fevoss per il film che meglio racconta la solidarietà è andato a “Storie di ..Io” del regista veronese Paolo Scolari: “Per avere affrontato con profonda sensibilità il tema del disagio mentale, attraverso una forte implicazione solidaristica della società, la quale riconosce nel malato la propria speculare follia”. La storica sezione corti, che contava 51 film in competizione ha visto premiato come miglior film lo svizzero “L’ile noire” di Nino Christen  “Per la qualità e l’originalità del disegno, il ritmo delle immagini e la straordinaria attualità dei contenuti”. Premio per la miglior regia a Hinde Boujemaa per il suo commuovente “Et Romeo épousa Juliette” coprodotto tra Tunisia e Belgio “Per l’abile gioco ironico tra leggerezza e gravità nel ritrarre una situazione intima e sociale di grande urgenza”. Il film ha visto premiata come miglior attrice anche la protagonista, l’intensa Nejia Zemni. Il premio per la sceneggiatura è andato a Bruno Razum per “Tajni Laboratorij Nikole Tesle” di cui è anche il regista.  Miglior fotografia a Ana Sofia Dominguez per “Azul Cobalto” della messicana Sarai Caprile. Il premio per il montaggio a Elena Gladkova per il suo “Jazz etude”, mentre quello per la musica a Federica Zammarchi per “Crumbling” di Marco Schiavoni. Il Premio Speciale della Giuria è stato dato a “Nuggets“ del tedesco Andreas Hydake, un importantemessaggio contro la tossicodipendenza. Una Menzione speciale è andata a “La terza riva” di Giuliana Fantoni “Per la grazia e il profondo senso poetico con cui affronta il dolore di un’assenza”. Nella sezione medio-lungometraggi il Premio come miglior film è stato assegnato a “L’ultima voce, Guido Notari” di Enrico Menduni, prodotto dall’Istituto Luce, “Attraverso la storia di una "voce", il film di Menduni rivela le tracce della continuità tra il ventennio fascista e l'Italia repubblicana, indagando la relazione tra i media e il potere, fino ad interrogare l'attuale rivoluzione tecnologica”. Miglior regia della sezione a Alessandro Soetj per il suo intenso “ Im Land Der Schamanen “, mentre la stessa Giuria guidata da Simone Villani, ha assegnato il Premio “Nikolai Mikhailovich Borodachev, Gosfilmofond” dedicato a un film che innova il linguaggio cinematografico a “ Sueñan Los Androides” dello spagnolo Ion de Sosa. “Picking the musical” degli australiani Gerard Veltre, Simon Green ha vinto il Premio Soave Ways, “L’isola che c’era” del rodigino Alberto Gambato si è aggiudicato il Premio Dino Coltro, mentre “L’île noir” di Nino Christen ha vinto anche il Premio Social Club, “Questo breve film d’animazione tratta con un linguaggio semplice ed esplicito una problematica scottante della società odierna, la corruzione, ponendoci di fronte alle sue conseguenze in campo sociale, ecologico, umano”. A Rodrigo Diaz, Direttore del Festival di Trieste, è stato assegnato il premio dedicato a Mario Dall’Argine. Il Festival è stato salutato da un gran pubblico e frequentato anche da registi provenienti da tante parti del mondo, dove il San Giò Verona Video Festival è considerato una realtà importante per tutto il cinema indipendente.

Ugo Brusaporco
 

 
 
 

LUNEDI' 27 LUGLIO 2015

 
 

IL LUNEDÌ DEL FESTIVAL: VERONA, LA CAMORRA  E IL FUOCO


Ultima giornata del 21° San Giò Verona Video Festival, con un denso pomeriggio al CTG a Santa Maria in Chiavica dove alle 17, insieme a due produzioni veronesi: “Ho catturato il mostro del lago” di Andrea Torresani sull’ormai famigerato mostro del Lago, e “Ava” video-arte della giovane Giulia Ferrarese, che si rifà a antiche leggende del territorio scaligero della Val d’Illasi, per un’opera di video arte. Nello stesso pomeriggio saranno presentati i film di Carlo Roda “Streets and Stairs in Odessa” dedicato ai 90 anni del film cult del cinema mondiale “La corazzata Potemkin”,  “La casa dei burattini” che Marco Schiavoni
dedica a Maria Signorelli, un documentario su una vera e particolare signora dello spettacolo italiano. Lei che ha lasciato in eredità una collezione di 5000 tra marionette e burattini, prodotti dal 1700 a oggi, è stata, per oltre cinquanta anni, una delle figure di maggior rilievo del Teatro di Figura del Novecento. Ungaretti, centrando in pieno il senso profondo del suo lavoro, disse di lei “Ella sveglia anche l’anima delle pietre”. A questo film seguirà “Andata al Calvario” di Giovanni Meola con Mariangela d’Abbraccio. Una storia di malavita tratta dall’ambiente locale campano con giovani coinvolti dalla camorra per difendere i malaffari. La sera, alle 21, nel Cortile del Vecchio Tribunale, dopo le premiazioni, si vedranno “Ghostland” di Danielle Vallet Kleiner, una delle grandi protagoniste del cinema d’arte europeo, che qui ritorna sui luoghi in cui Tarkovsky girò “Sacrificio”, e il capolavoro “Fuoco” di Gian Vittorio Baldi, cui il Festival è dedicato, insieme a Piero Barzisa.

“Fuoco” (1968) è il film più sorprendente e discusso del cinema italiano, con un’apparente semplicità di linguaggio, racconta il destino di un disoccupato e della sua famiglia, mettendo in mostra il retaggio di antiche ignoranze e la violenza cieca di una disperazione disillusa. Nel 1968 Pier Paolo Pasolini firmò una denuncia contro il Governo di allora che in tutti i modi cercava di boicottare il film dicendosi “Stupito e indignato”  per le traversie che il film, presentato a Venezia, aveva. Recentemente restaurato e oggetto di molti studi internazionale, il film verrà presentato con una copia che lo stesso regista ha donato al Cineclub Verona organizzatore del Festival.
Come sempre l’ingresso è libero per tutte le proiezioni.

 
 
 

DOMENICA 26 LUGLIO 2015

 
 

UNA DOMENICA SPECIALE AL VERONA VIDEO FESTIVAL


Saranno “Storia di …Io” dell’autore veronese Paolo Scolari e “L’Ultima voce. Guido Notari” di Enrico Menduni, prodotto dalla RAI, gli ultimi film in Concorso nella sezione lungo e mediometraggi, del San Giò Verona Video Festival, questa domenica, 26 luglio, nella fresca sala del CTG Verona a Santa Maria a cominciare dalle ore 17. Il film di Scolari riflette sul problema degli ammalati di mente e dei loro famigliari alla luce delle nuove norme.  Il secondo film è un documentario su una delle figure Rai più discusse, si tratta di Guido Notari,
ascoltatissimo speaker delle imprese del fascismo e poi voce nota della Resistenza. Il film mette in chiaro i periodi del suo vivere e delle sue scelte, non un uomo del trasformismo, ma un professionista della Radio, basta per assolverlo?  La sera nel Cortile del Tribunale alle ore 21 si potranno vedere il tunisino “Sposati … Se Dio vuole” di Sarroura, che mette in evidenza le difficoltà delle coppie miste,in questo caso  lei è tunisina e lui francese, diventerà una lotta,  e il tedesco “Nuggets” di Andreas Hydake dedicato al problema della tossicodipendenza giovanile, un film già diffuso nelle scuole di tanta Europa. Seguiranno “The Scent of Gentleman” di Alexande Lony, commedia romantica con riletture  ricche di sarcasmo, e  “Wakened” della polacca Karolina Malinowska sul rapporto di emozioni e affetti  tra una figlia e il padre appena morto. Dall’Armenia arriva “Glimmering” di Evelina Barsegian dedicato  a una donna  con il cuore infranto e in cerca di un perdono che la vita sembra non volerle concedere.  Dalla Svizzera viene “L’ile noire” di Nino Christen, un disegno animato su un camion carico di prodotti pericolosi che entra in una foresta il cui guardiano è corrotto. Dall’Iraq in “Kanw, Yaoma Hona”(Una volta, essi erano qui) Wareth Kwaish  mostra il suo paese dove i bambini hanno perso ogni sogno di futuro. Del presente della Grecia parla “Minotavros”


di Emy Bulloch ricordando i sacrifici che l’antica Atene doveva fare per soddisfare le richieste dei cretesi che volevano i suoi giovani migliori per pagare un debito, il tempo è tornato.
Il croato Bruno Razum ricorda il geniale Nikola Tesla in “Tajni Laboratorij Nikole Tesle”, mentre l’australiana  Kate Lefoe con  “Plunge” racconta una bella storia d’amore. La serata si chiuderà con “The Shadow of your Smile” del russo Alexei Dmitriev che cerca un sorriso in vecchi Vhs smagnetizzati, “Trois Petites Histoire” in cui il belga Yvan Le Moine amaramente riflette sul machismo e il mito della virilità, e “30 Pieces of Silver”

del canadese Andrew Long, un western gotico omaggio a Sergio Leone.
L’ingresso è libero a tutte le proiezioni.

 
 
 

SABATO 25 LUGLIO 2015

 
 

PRIGIONIERI GIAPPONESI NEGLI USA, STORIE DI VINO E FANTASCIENZA AL VERONA VIDEO FESTIVAL


Un Sabato colmo di storie al 21° San Giò Verona Video Festival che presenta nel concorso medio-lungometraggi opere di linguaggio estremo come “I Am Not” del videoartista Flavio Sciolè, prima mondiale, e “Sueñan los Androides” dello spagnolo Ion De Sosa che rilegge “Do Androids Dream of Electric Sheep?” di Philip K. Dick in una chiave ancora più onirica e violenta, nel pomeriggio, dalle 15.30 al CTG a Santa Maria in Chiavica dove si vedrà anche “Im Land Des Schamanem” di Alessandro Soetje, un docu–arte su un arista che cerca spiriti degli indiani nordamericani nel Sud Tirolo. La sera alle 21 il Festival presenterà a Santa Maria in Chiavica in anteprima mondiale il cinese “Fragmented Life Of Seven Deadly Sins” di Lo Yin Shan, film presentato a Cannes con una versione tagliata di 15 minuti: Un film sulla Cina di oggi finalmente in una versione integrale che neppure in Cina si può vedere, a seguire un’opera unica come “Pas à Genève”
del collettivo lacasinegra (senza maiuscole), ultra indignati spagnoli che nel cinema cercano un linguaggio civile nuovo.  Sempre alle 21 nel Cortile del Vecchio Tribunale, accanto a Piazza dei Signori, il Festival  aspetta la regista Giuliana Fantoni che presenta il suo nuovo “La terza riva” a cui faranno seguito due film americani, in anteprima internazionale, che trattano entrambi, in modo diverso, il tema dei cittadini giapponesi residenti negli USA durante la seconda guerra mondiale imprigionati dopo l’attacco di Pearl Harbor. Il primo “Nisei” di Brenna Malloy racconta di una storia d’amore che la differenza di razza rende difficile più della guerra, il secondo “A Song For Manzanar” di Phil Emerson e Kazuko Golden si basa su una storia vera, quella di una giovane madre giapponese chiusa in un campo di concentramento che scambia parole di speranza e futuro con la sorella che vive a Hiroshima. Di speranze perdute parla anche “A Spring Has Passed” di Eva Daoud che dal suo Bahrain guarda disillusa alla fine delle primavere del mondo arabo. L’austriaca Sabrina Maria Stockner nel suo “A Pure State of Mind” mostra il destino di un giovane cui viene erroneamente diagnosticato l’Aids.  Il videoartista Andrea Moneta porta al Festivl il suo ultimo “Deus ex machina” con tanti androidi protagonisti, mentre l’armeno Edouard Nersess nel suo “Paris! Not Love” racconta del potere criminale russo. Dall’Arabia Saudita, Mohammed Salman nel suo “Èpouvantail’” ricorda gli angeli di Vasco Rossi. Chiude la notte nel Cortile “Picking the Musical” un film di Gerard Veltre e Simon Green su una comunità di viticoltori australiani, un film che mostra l’importanza della cultura italiana in un mondo così lontano e insieme celebra la forza delle vigne e di chi le lavora. L’ingresso è libero a tutte le proiezioni.

 
 
 

VENERDI' 24 LUGLIO 2015

 
 

AL VERONA VIDEO FESTIVAL UNA MALINCONICA GIULIETTAE LA VOGLIA DI BALLARE


Un’altra lunga giornata al San Giò Verona Video Festival questo Venerdì 24, il programma inizia al pomeriggio alle 17 al Ctg a Santa Maria in Chiavica dove sbarca dal Festival di Berlino “Il gesto delle mani” di Francesco Clerici. Applauditissimo dalla platea tedesca il film ci porta in una delle più antiche fonderie milanesi dove l’artista Velasco Vitali da vita alle sue opere.


La sera sempre al Ctg alle 21 prima internazionale per “Dragi Lastane!” l’ultimo film della prolifica Irena Škorić, nome di punta del nuovo cinema croato. Un film che va a scavare nell’identità di una figura nata nei fumetti degli anni sessanta in Yugoslavia e diventata un mito per intere generazioni, capace di essere unificante anche dopo le tragiche guerre che hanno diviso il paese.  In contemporanea, la sera alle 21, dopo un intervento del poeta Marco Belluzzo, si vedrà “Io odio Shakespeare” di Anna Mia Stella, una strana rivisitazione di “Sogno di una notte di mezza estate” del geniale bardo, a seguire un altro film che “usa” lo stesso autore “Azul Cobalto” della messicana Sarai Aprile che immagina il complicato dramma di una giovane attrice che si trova a interpretare l’Ofelia dall’Amleto e a identificarsi nel personaggio. “Poryv” della russa Yulia Volkova ci porta invece nel “Faust” di  Goethe con un regista che cerca la protagonista, mentre “Crumbling” di Marco Schiavoni è un video della cantantautrice Federica Zammarchi. In 3 minuti Maria Victoria Hernandez racconta dell’infanzia in una domenica nel “barrio” di San Domingo, ancora un bambino protagonista in “Heimanam” dell’islandese Birnir Sigurdsson, è un ragazzo che mentre fa i compiti per casa … sogna. Diversa è la condizione del bambino raccontato dal belga Miwago Van Weyenberg, i suoi genitori sono divorziati e il papà mette su nuova famiglia. Che fare? Dalla Thailandia invece è un nonno a essere in difficoltà con il nipote che chatta, clicca e in fondo parla un’altra lingua, lo racconta con dolcezza Napat Tangsanga nel suo “Gen A”. Altro bambino altro destino, in “Cart” Mohammed Salman mostra l’aspetto più crudo del suo paese, la ricchissima Arabia Saudita, dove per molti una sgangherata cariola è la vita. Dalla Spagna invece l’incubo di una bambina di otto anni in “Acabo de tener un sueño” di Javi Navarro, mentre dagli Stati Uniti un’altra bambina sogna di diventare ballerina in “A Dancer’s Trance” di Keelin Cheely. La serata continua con “Pas de deux” dell’inglese Irene Marco, sempre nel mondo del balletto e ancora danza in “Neopltonic Eros White Ball 4” di Caterina Genta. Dall’Egitto  Khaled Mansour nel suo “The Dervish” segue uno degli ultimi grandi poeti di strada de Il Cair: Salah AlTayeb, personaggio unico di una cultura che sta sparendo. Dalle isole Reunion invece Arno Ximénès ha portato al Festival “Vocation” , storia di una vocazione sportiva. Vivono in Tunisia i Romeo e Giulietta raccontati da Hinde Boujemaa che immagina gli eroi shakespeariani sposi e invecchiati nel suo “Et Romeo Epousa Juliette”. Chiude la lunga serata il film d’animazione “Spuk Transit” del tedesco Jörn Staeger un’avventura su un vecchio veliero. Si ricorda che l’ingresso alle proiezioni è libero e gratuito.

 
 
 

GIOVEDI' 23 LUGLIO 2015

 
 

DUE DONNE DIVINE: MATA HARI E SORAYA APRONO IL
VERONA VIDEO FESTIVAL


Due inaugurazioni al San Giò Verona Video Festival che apre questo giovedì pomeriggio alle 17 al Ctg a Santa Maria in Chiavica il concorso medio lungometraggi  e questa sera nel Cortile del Tribunale Vecchio  alle 21 la competizione corti. A Santa Maria in Chiavica si vedranno  ”Searching for schrippenmutti”, film di diploma del promettente Max Poehlke, uno dei giovani  più interessanti del panorama tedesco, che qui racconta del disagio economico del suo paese con donne non più giovani che restate disoccupate si sono improvvisate cuoche e venditrici di panini fatti in casa e portati nei vari locali pubblici dove per solidarietà gli esercenti permettono loro di venderli.
Subito dopo sarà proiettato “A proposito di Franco” di Gaetano de Lorenzo, un film dedicato al regista Franco Indovina, scomparso tragicamente in un incidente aereo, e restato famoso per la sua favolosa storia d’amore con l’ex Imperatrice di Persia, la bellissima Soraya. Indovina, uno dei protagonisti della vita cinematografica degli anni sessanta, viene ricordato con simpatico affetto nel film. Sempre a Santa Maria in Chiavica la sera alle 21, per il programma dei lungometraggi si vedrà un film di Luis Miñarro: “Stella cadente” dedicato a uno dei personaggi meno conosciuti della storia italiana e europea Amedeo d’Aosta, fratello del futuro Re d’Italia Umberto I e capostipite dei Savoia. Amedeo fu Re di Spagna per due anni. Un film in costume che svela una pagina di storia da conoscere. Sempre la sera alle 21 in Cortile del Tribunale la competizione dei corti sarà aperta da “Margreet” di Katerina Nova  che ha per protagonista Mata Hari e la sua ultima storia d’amore. A Seguire una più moderna storia d’amore “Bonsoir Luna” raccontata dall’irlandese Donncha Gilmore in un romantico musical. Dal Cile arriva “Anhedonia” di Cristobal Duran Gras,  film presentato a Cannes, sulla solitudine di un uomo che pensa di aver perso tutto, mentre dalla Russia in “Jazz Etude”, Elena Gladkova dice di un direttore d’orchestra che si mette contro gli orchestrali.  Il veronese Demetrio Pisanò in “L’acquario” mostra la follia di un uomo,  prima che la vulcanica Dawn Westlake nel suo “Games People Play”  racconti di una coppia sposata che giura di non rivolgersi più la parola. Dalla Polonia Slawomir Shuty e Tomasz Bochniak nel loro “The Mother Matrix”  ricordano il mito slavo della creazione,  più semplicemente Patricia Chica dal Canada parla di uno strano rapimento in “A Tricky Treat” . I tedeschi Alexander Isert e Christoph J Kellner nel disegno animato “Employee of the Day” indagano sull’alienazione quotidiana, mentre il rodigino Alberto Gambato con “L’isola che c’era” ricorda Scano Boa dove nel 1954 Renato Dall’Ara girò l’omonimo leggendario film.
La serata  nel Cortile si chiude con “La ultima Vez” del messicano Victor Uribe Clarin romantica storia nella terra dei cartelli della droga, e con “Frollein Frappè” di Vanessa Aab un viaggio nel cinema surrealista. L’ingresso a tutte le  proiezioni, organizzate dal Cineclub Verona con il Comune di Verona, è gratuito.

Ugo Brusaporco

 
 
 
 
 
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